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Данте Алигьери – La Divina commedia / Божественная комедия. Книга для чтения на итальянском языке (страница 35)

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e come là tra li Tedeschi lurchi 22 lo bivero s’assetta a far sua guerra, così la fiera pessima si stava su l’orlo ch’è di pietra e ’l sabbion serra. 25 Nel vano tutta sua coda guizzava, torcendo in sù la velenosa forca ch’a guisa di scorpion la punta armava. 28 Lo duca disse: «Or convien che si torca la nostra via un poco insino a quella bestia malvagia che colà si corca». 31 Però scendemmo a la destra mammella, e diece passi femmo in su lo stremo, per ben cessar la rena e la fiammella. 34 E quando noi a lei venuti semo, poco più oltre veggio in su la rena gente seder propinqua al loco scemo. 37 Quivi ’l maestro «Acciò che tutta piena esperienza d’esto giron porti», mi disse, «va, e vedi la lor mena. 40 Li tuoi ragionamenti sian là corti; mentre che torni, parlerò con questa, che ne conceda i suoi omeri forti». 43 Così ancor su per la strema testa di quel settimo cerchio tutto solo andai, dove sedea la gente mesta. 46 Per li occhi fora scoppiava lor duolo; di qua, di là soccorrien con le mani quando a’ vapori, e quando al caldo suolo: 49 non altrimenti fan di state i cani or col ceffo or col piè, quando son morsi o da pulci o da mosche o da tafani. 52 Poi che nel viso a certi li occhi porsi, ne’ quali ’l doloroso foco casca, non ne conobbi alcun; ma io m’accorsi 55 che dal collo a ciascun pendea una tasca ch’avea certo colore e certo segno, e quindi par che ’l loro occhio si pasca. 58 E com’ io riguardando tra lor vegno, in una borsa gialla vidi azzurro che d’un leone avea faccia e contegno. 61 Poi, procedendo di mio sguardo il curro, vidine un’altra come sangue rossa, mostrando un’oca bianca più che burro. 64 E un che d’una scrofa azzurra e grossa segnato avea lo suo sacchetto bianco, mi disse: «Che fai tu in questa fossa? 67 Or te ne va; e perché se’ vivo anco, sappi che ’l mio vicin Vitaliano sederà qui dal mio sinistro fianco. 70 Con questi Fiorentin son pado ano: spesse fiate mi ’ntronan li orecchi gridando: «Vegna ’l cavalier sovrano, 73 che recherà la tasca con tre becchi!»». Qui distorse la bocca e di fuor trasse la lingua, come bue che ’l naso lecchi. 76 E io, temendo no ’l più star crucciasse lui che di poco star m’avea ’mmonito, torna’mi in dietro da l’anime lasse. 79 Trova’ il duca mio ch’era salito già su la groppa del fiero animale, e disse a me: «Or sie forte e ardito. 82 Omai si scende per sì fatte scale; monta dinanzi, ch’i’ voglio esser mezzo, sì che la coda non possa far male». 85 Qual è colui che sì presso ha ’l riprezzo