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Ольга Крючкова - La Terra Delle Antiche Divinità Vyrajiane. Libro 1. La Ragazza E Il Cacciatore
Ольга Крючкова - La Terra Delle Antiche Divinità Vyrajiane. Libro 1. La Ragazza E Il Cacciatore
La storia sull’amore tra la ragazza e il cacciatore, su antichi spiriti e divinità…Estratti dal libro:L’attenzione della ragazza fu attratta dal cacciatore: stava corteggiando una giovane vedova. Mettendole una pregevole pelle di volpe sulle spalle, il cacciatore disse: «La compri, Bellezza, non se ne pentirà! L’ho colpita io stesso, dritta nell’occhio, in modo da non danneggiarle la pelle. Guardi come le sta bene».La vedova si guardò in uno specchietto di amalgama d’argento, preso apposta alla fiera per una simile occasione.«Oh! Dopotutto, ho i capelli rossi! E se mi cucio un colletto di volpe sugli abiti invernali, sembrerò proprio una volpe! E poi mi ucciderai per sbaglio, Lesyar?!» disse la giovane vedova, flirtando con il cacciatore.In quel momento, la madre di Ladomira, Miloslava, era impegnata a provarsi una collana, così la ragazza ne approfittò per avvicinarsi al cacciatore. La vedova stava pagando il suo acquisto e scambiò uno sguardo d’intesa con il cacciatore. Improvvisamente, la ragazza si sentì infastidita…Lesyar era insolitamente signorile, affascinante, possente.«Che cosa desideri, Bellezza?» chiese a Ladomira.Lei abbassò gli occhi: la voce del cacciatore la eccitava.«Pelli di scoiattolo per decorazione» rispose, con una strana voce.Lesyar prese una borsa da sotto il bancone di legno e ne espose il contenuto davanti allo sguardo sorpreso della ragazza.«Scegli! È tutto tuo! Ci metteremo d’accordo sul prezzo!»Ladomira fece scorrere il palmo della mano sulla lucida pelle color marrone-rossiccio con macchioline nere.«Prendo tutto».Lesyar fece un largo sorriso.«Allora ti farò uno sconto di alcuni mercul di rame» promise.Ladomira sbottonò un portafoglio dalla sua cintura pieno di monete di rame e d’argento, che da queste parti erano chiamate mercul. Questo perché, su un lato delle monete era disegnato il volto di Mercurio, un dio sconosciuto agli Slavi. Un tempo gli Slavi pagavano con perle di fiume, ma quattrocento anni fa apparvero dei mercati da paesi lontani con i portafogli pieni di mercul. Ai knyaz slavi piaceva l’aspetto di un dio del commercio straniero. Venne presto introdotto il conio, che iniziò a riempire le tasche dei knyaz di mercul d’oro, d’argento e di rame.«Mi dica il prezzo» disse Lodomira, mettendo mano al portafoglio.«Due mercul d’argento e tre di rame».La ragazza contò l’importo e diede le monete al cacciatore. Lui le afferrò il polso con destrezza.«Ho sentito – che sei una novizia al Tempio della Umida Madre Terra. Hai intenzione di diventare una sacerdotessa?» disse Lesyar.Ladomira si liberò dalla presa e lanciò le monete vicino alle pelli.«Metta la merce in un sacchetto!» rispose bruscamente.***Sopra la città sacra di Radogosh, situata sul Monte Alatyr, che si ergeva in una fitta foresta, il cielo si riempiva di nuvole. L’atmosfera tra i suoi abitanti si stava surriscaldando. C’era tensione nell’aria da diverso tempo, ma ultimamente si era fatta più intensa. Gli abitanti della città sacra, i Vyrajiani, che venivano venerati dagli Slavi come “divinità”, stavano attraversando tempi difficili. Questo perché il culto di Logos stava acquisendo sempre più forza nelle terre occidentali situate al di là del fiume Alba.Il culto di Logos era considerato recente, poiché apparve solo circa sette secoli fa. Ma, nonostante ciò, questo giovane culto fece sprofondare le antiche divinità germaniche e scandinave nell’oblio, e raggiunse il suo apice. Accadde persino a Rod, il creatore di ogni forma di vita nelle terre degli Slavi (Vyrajiani di nascita), che fu il primo a scendere sulla Terra in un Uovo d’Oro più di cinquemila anni fa, venerato dagli Slavi occidentali e considerato loro antenato. Lui e suo nipote Dazhbog furono dimenticati, facendo largo a divinità più giovani.I seguaci di Logos si riunirono in ordini sacri: la Croce d’Oro nella terra dei Franchi, e poi in Sassonia, Baviera Translator: Manuel Martignano
Ольга Крючкова - La Tierra De Los Antiguos Dioses Vyrajianos. Libro 1. La Joven Y El Cazador.
Ольга Крючкова - La Tierra De Los Antiguos Dioses Vyrajianos. Libro 1. La Joven Y El Cazador.
La historia sobre el amor de la joven y el cazador, sobre antiguas deidades y espíritus…Extractos del libro:La atención de la muchacha fue atraída por el cazador. Éste cortejó a una joven viuda. Arrojando una excelente piel de zorro sobre sus hombros, el cazador dijo:—¡Compra, preciosa, no te arrepentirás! Yo mismo disparé a un zorro, le di justo en el ojo, para no dañar la piel. Mira cómo te queda. La viuda se asomó a un pequeño espejo de amalgama de plata, incautado especialmente para una ocasión similar en la feria.—¡Oh! ¡Después de todo, yo misma soy pelirroja! Y si coso un cuello de zorro en la ropa de invierno, pareceré un zorro. Ah, ¿me dispararás entonces por error, Lesyar?—, coqueteó la joven viuda con el cazador.En ese momento, la madre de Ladomira, Miloslava, se distrajo para probarse un collar, y Ladomira decidió acercarse al cazador. La viuda estaba pagando la compra e intercambió una mirada significativa con el cazador. De repente, la chica se sintió molesta…Lesyar era inusualmente majestuoso, apuesto y fuerte.—¿Qué quieres, Belleza? —le preguntó a Ladomira.Ella bajó los ojos: la voz del cazador la excitaba.—Pieles de ardilla para decorar, —respondió con voz extraña.Lesyar sacó una bolsa de debajo de un mostrador de madera y dispuso su contenido ante la mirada de una niña sorprendida.—¡Elige! ¡Todo es tuyo! Acordaremos un precio. Ladomira pasó la palma de la mano por la brillante piel marrón rojiza con marcas negras.—Me lo llevo todo. Lesyar sonrió.—Entonces te descontaré algunos mercuros de cobre, —prometió—.Ladomira desabrochó un monedero que llevaba en el cinturón, lleno de monedas de cobre y plata, llamadas en estos lugares «mercuros». Porque, como en una de las caras de las monedas, se representaba el rostro de un dios desconocido para los eslavos, Mercurio. Antes los eslavos pagaban sus compras con perlas de río, pero hace cuatrocientos años aparecieron comerciantes de países lejanos, cuyos monederos estaban llenos de mercuros. A los knyazs eslavos les gustó la aparición de un dios extranjero del comercio. Pronto aparecieron las casas de moneda, que empezaron a reponer regularmente los cofres de los knyazs con mercuros de cobre, plata y oro. —Dígame su precio, —dijo Ladomira, bajando la mano a su bolsa.—Dos mercuros de plata y tres de cobre. La chica contó la cantidad y le dio las monedas al cazador. Él la sujetó hábilmente de la muñeca.—He oído que eres una novicia en el Templo de la Madre Tierra Húmeda. ¿Vas a convertirte en sacerdotisa? —dijo Lesyar.Ladomira le soltó la mano y lanzó las monedas junto a las pieles.—¡Mete la mercancía en una bolsa!—, respondió tajantemente.***…Sobre la ciudad sagrada de Radogosh, situada en el monte Alatyr, que se encontraba en la espesura de un bosque, se acumulaban las nubes. El ambiente entre sus habitantes se estaba enrareciendo. La tensión ha estado en el aire durante mucho tiempo, pero últimamente no ha hecho más que intensificarse. Los habitantes de la ciudad sagrada, los vyrajianos, aquellos a los que los eslavos veneraban como sus «dioses», estaban pasando por momentos difíciles. Pues el culto a Logos estaba ganando fuerza en las tierras occidentales que se encontraban más allá del río Alba.El culto a Logos se consideraba joven, ya que sólo había aparecido hace unos siete siglos. Pero, a pesar de ello, el culto recién surgido empujó a los antiguos dioses germánicos y escandinavos, hundidos en el olvido, y alcanzó su cenit. E incluso Rod, el creador de toda la vida y la existencia en las tierras de los eslavos (vyrajianos de nacimiento), que fue el primero en descender a la Tierra en un Huevo de Oro hace más de cinco milenios. Que fue adorado por los eslavos occidentales y lo consideraron su antepasado. Y su nieto Dazhbog fueron olvidados, dando paso a dioses más jóvenes.Translator: Santiago Machain
Ольга Крючкова - Venuti Dal Cielo, Volume 1
Ольга Крючкова - Venuti Dal Cielo, Volume 1
La storia di un archeologo dell’era vittoriana che svela il mistero delle antiche divinità sumere…Estratto dal libro: “William capì chiaramente che la spedizione archeologica che stava pianificando sarebbe stata, per certi versi, un’avventura. Dopotutto, rischiava non solo le sue finanze, ma anche la sua reputazione. La direzione del British Museum impiegò molto tempo per giungere a una decisione. William era già disperato perché non riusciva a ottenere fondi dal museo e cercava un altro finanziatore. Un giorno, un americano sicuro di sé e con gli occhi azzurri apparve sulla soglia di casa sua, pronto a investire negli scavi di Uruk. Dapprima William fu contento, ma poi si rese conto che l’americano aveva intenzione di portare oltremare tutti i ritrovamenti di valore per venderli ai collezionisti con lo scopo di ricavare un profitto. William non era contrario alle collezioni private. Tuttavia, l’americano, facendogli pressione, era chiaramente imbarazzante e sembrava più un furfante che un rappresentante del Fondo Archeologico Americano. William promise di riflettere per un po’ sulla proposta del suo ospite. Fortunatamente, il British Museum inviò a Mr. Adamson una notifica di concessione di fondi per una futura spedizione a Uruk. William ne fu felice. Il British Museum aveva impiegato tre mesi per prendere una decisione. Ed era già febbraio. William si affrettò a condividere la bella notizia con sua sorella, a pranzo. Lei reagì con pacatezza. “Sapevo che saresti andato a Uruk, con o senza il British Museum,” disse Alice. “Circa una settimana fa ho fatto un sogno… Una bella donna con i capelli dorati è venuta da me e mi ha detto che avresti trovato dei manufatti che avrebbero minato le nostre fondamenta… Ma non te l’ho detto. Tu continui a non prendere sul serio le mie parole.” William raccolse la zuppa con un cucchiaio e ne trangugiò volentieri il contenuto. Poi disse: “Grazie per il tuo sostegno, cara sorella, anche se è così insolito.” Alice sorrise con fare dubbioso e pensò: “Non ti ho raccontato tutto del sogno… Perché? Non ci crederesti comunque… Vai a Uruk… Questa spedizione cambierà completamente la tua vita…”
Ольга Крючкова - Venuti Dal Cielo, Volume 2
Ольга Крючкова - Venuti Dal Cielo, Volume 2
Il secondo libro della trilogia ”Venuti dal Cielo” svela il segreto delle antiche divinità sumere.Estratto dal libro: “Il Pianeta Azzurro si avvicinava gradualmente, aumentando di dimensione. La distanza tra esso e il velivolo diminuiva. Inanna sentì dei passi dietro di sé e, voltandosi, vide Aruru. L’aspetto di Aruru era piuttosto attraente: i suoi capelli dorati contrastavano nettamente con i luminosi e grandi occhi verdi. Nonostante questo, Aruru preferiva un abbigliamento modesto, in tonalità tenui.“Inanna, presto atterreremo,” disse lei con entusiasmo. “Non vedo l’ora di arrivare alla nostra colonia!”Aruru era ottimista di natura. Il lungo tempo trascorso a bordo della nave spaziale, e anche in uno spazio ristretto e nella stessa squadra, non sembrava avere effetti su di lei. Ciononostante, Inanna si sentiva piuttosto stanca. Non ne poteva più di vedere le stesse facce. Era stanca del cibo sempre uguale, e Dumuzid era diventato fastidioso ultimamente.La bella rossa pensava sempre più ai prossimi cento, o anche duecento anni, che avrebbe dovuto trascorrere sulla Terra senza i soliti benefici e comodità. Inanna si domandava come facessero le sue zie ad essere entusiaste. Sembrava che, non appena salite a bordo della nave, fossero già completamente assorbite dall’imminente ricerca. E ne discutevano incessantemente. A volte, Inanna aveva l’impressione che le sue zie fossero semplicemente ossessionate dalla scienza.“… Manca poco…” confermò Inanna.Girò lo sguardo verso Lahar e Ashnan, che erano entrate nello scompartimento. Si somigliavano come due gocce d’acqua: capelli colore del grano e occhi grigi. Alla maggiore, Ashnan, piaceva decorarsi i capelli con forcine realizzate con fiori freschi e spighe. La più giovane, Lahar, acconciava i suoi capelli in due ciocche sopra le orecchie, che ricordavano un po’ le corna dei montoni.Inanna, sebbene non fosse mai stata sul Pianeta Azzurro, aveva imparato molto su di esso dai suoi genitori, dal nonno Enki e dal fratello maggiore Utu. Inanna si era già fatta l’idea che gli abitanti della Terra fossero creature primitive. E presumeva che essi avrebbero chiamato Ashnan la dea del grano e Lahar la dea del bestiame, rispettivamente, secondo le loro occupazioni. Dopotutto, Ashnan era impegnata nello studio e nell’ibridazione delle piante, e Lahar stava entusiasticamente generando nuove specie di animali. E per via dei suoi capelli rossi, Inanna stessa probabilmente sarebbe stata adorata come dea dell’alba. Inanna non sapeva ancora quanto profetiche si sarebbero rivelate le sue supposizioni. E che le donne della Mesopotamia si sarebbero tinte i capelli con l’henné per poter avere una colorazione rossastra.Le donne Anunnaki parlavano entusiasticamente di scienza usando varie parole difficili da pronunciare. Inanna era terribilmente infastidita, specialmente quando scoppiava l’energia incontenibile delle gemelle.“Non vedo l’ora di uscire da questa gabbia! E di respirare un po’ d’aria fresca…” pensò Inanna, irritata. Tuttavia, sorrise teneramente alle sue zie.Dopo un po’ di tempo, la pazienza di Inanna fu ricompensata – la “carrozza celeste” cominciò la discesa sulla Terra. Il luogo dell’atterraggio si trovava sul tetto di una ziggurat, costruita appositamente per questo scopo, situata tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Nei pressi c’era la città di Uruk, e la ziggurat era circondata da alte mura di pietra per motivi di sicurezza. Questo perché la gente della città spesso andava lì per adorare il luogo in cui gli dèi erano scesi sulla Terra con le loro carrozze celesti. Alcuni fortunati erano persino riusciti a vedere gli dèi con i loro occhi.Sulla superficie del disco volante dorato si aprì un passaggio e una scaletta si srotolò dolcemente. I viaggiatori celesti scesero da essa sul tetto della ziggurat.”
Ольга Крючкова - Vindo Do Céu Livro 1
Ольга Крючкова - Vindo Do Céu Livro 1
A história de um arqueólogo da Inglaterra vitoriana que desvenda o mistério das antigas divindades sumérias…Fragmento do livro: …William compreendia, claramente que a expedição arqueológica que estava planejando era, até certo ponto, uma aventura afinal de contas, ele arriscava não só suas finanças, mas também, sua reputação. A direção do Museu Britânico levou muito tempo para tomar uma decisão, William já estava desesperado para conseguir o financiamento do museu e estava procurando por outro patrocinador. Certo dia, um americano confiante de olhos azuis apareceu, na porta de sua casa, pronto para investir nas escavações de Uruk. No início William ficou encantado, até perceber que o americano pretendia enviar todos os valiosos achados, ao outro lado do oceano e vender a colecionadores a fim de obter lucro. William não tinha nada contra colecionadores privados, no entanto, a pressão do americano era claramente constrangedora e ele parecia mais um vampiro do que um representante do Fundo Americano de Arqueologia. William prometeu pensar um pouco na proposta do convidado . Bem a tempo, o Museu Britânico enviou ao sr. Adamson um anúncio concordando em financiar a futura expedição a Uruk. William estava eufórico. O Museu levou três meses para tomar a decisão e fevereiro já tinha chegado. William apressou-se para compartilhar as boas notícias com sua irmã durante o almoço, ela reagiu calmamente.”Eu sabia que você iria para Uruk com ou sem o Museu Britânico”, disse Alice. ”Uma semana atrás eu tive um sonho, uma linda mulher com cabelo dourado veio a mim e disse que você encontraria artefatos que minariam nossos fundamentos. Não contei a você sobre isso porque você ainda não leva a sério minhas palavras.” William pegou a sopa com uma colher e muito contente engoliu o seu conteúdo. Então ele proferiu:”Obrigado pelo seu apoio, querida irmã, mesmo sendo tão incomum.” Alice sorriu ceticamente e pensou: ”Não contei tudo a respeito do meu sonho… Por que? Você não acreditaria… Vá para Uruk.. Esta expedição mudará completamente a sua vida.”
Ольга Крючкова - A Terra Dos Antigos Deuses Vyrajianos. Livro 1. A Menina E O Caçador
Ольга Крючкова - A Terra Dos Antigos Deuses Vyrajianos. Livro 1. A Menina E O Caçador
A história sobre o amor da garota e do caçador, sobre divindades e espíritos ancestrais.A atenção da garota foi atraída pelo caçador. Ele cortejava uma jovem viúva. Jogando uma excelente pele de raposa sobre os ombros, o caçador dizia:“Compre, bela, você não vai se arrepender! Eu mesmo atirei em uma raposa, acertei bem no olho dela, para não machucar a pele. Veja como fica bem em você. “A viúva deu olha olhada por um pequeno espelho feito de amálgama de prata, especialmente utilizado para este tipo de ocasião ali na feira.”“Oh! Afinal, eu tenho mesmo cabelos ruivos! E se eu costurar uma coleira de raposa em roupas de inverno, vou parecer uma raposa. Ah, então você vai atirar em mim por engano, Lesyar ?!” a jovem viúva flertou com o caçador.Neste momento, a mãe de Ladomira, Miloslava, distraiu-se ao experimentar um colar, e Ladomira resolveu se aproximar do caçador. A viúva pagou a compra enquanto trocava um olhar significativo com o caçador. De repente, a garota se sentiu incomodada…Lesyar era extraordinariamente imponente, bonito e forte.“O que você quer, Bela?” perguntou à Ladomira.Ela baixou os olhos: a voz do caçador a excitava.“Peles de esquilo para decoração,” ela respondeu com uma voz estranha.Lesyar tirou uma sacola de baixo de um balcão de madeira e abriu seu conteúdo diante do olhar de uma garota surpresa.“Escolhe! É tudo teu! Vamos combinar um preço!” Ladomira passou a palma da mão pela pele marrom-avermelhada brilhante com manchas pretas.“Eu levo tudo.” Lesyar sorriu.“Então vou descontar alguns merculs de cobre,” ele prometeu.Ladomira desabotoou uma bolsa em seu cinto, cheia de moedas de cobre e prata, chamada nessa região de mercul. Pois em um dos lados da moeda, estava representada a face de Mercúrio, um deus eslavo desconhecido. Antes, os eslavos pagavam suas compras com pérolas do rio, mas quatrocentos anos atrás apareceram mercadores de países distantes, e suas bolsas estavam cheias de merculs. Knyazianos eslavos gostavam da aparência de um deus estrangeiro do comércio. Logo, as casas de moeda apareceram, e começaram a reabastecer regularmente os baús dos knyazianos com merculs de cobre, prata e ouro. “Diga-me o seu preço”, disse Ladomira, abaixando a mão em direção à sua bolsa.“Dois merculs de prata e três de cobre.” A menina contou a quantia e deu as moedas ao caçador. Ele habilmente agarrou seu pulso.“Eu ouvi – você é uma noviça no Templo da Mãe Terra Úmida. Você vai se tornar uma sacerdotisa?” Lesyar disse.Ladomira soltou sua mão e jogou as moedas perto das peles.“Coloque os produtos em uma sacola!” ela respondeu bruscamente.***Nuvens estavam se formando sobre a cidade sagrada de Radogosh, localizada no Monte Alatyr, situado em um matagal de uma floresta. O clima entre seus habitantes estava esquentando. A tensão estava no ar já há muito tempo, mas ultimamente ela só se intensificou. Os habitantes da cidade sagrada, os vyrajianos, aqueles que os eslavos reverenciavam como seus 'deuses', estavam passando por tempos difíceis pois o culto ao deus Logos estava ganhando força nas terras ocidentais que ficavam além do rio Alba.O culto à Logos era considerado novo pois apareceu apenas cerca de sete séculos atrás. Apesar disso, o culto recém-surgido pressionou os antigos deuses germânicos e escandinavos. Eles caíram no esquecimento e o novo culto à Logos pode alcançar assim seu apogeu. Até Rod, o criador de toda a vida e existência nas terras dos eslavos (vyrajianos de nascença), que, foi o primeiro a descer à Terra em um Ovo de Ouro há mais de cinco milênios, adorado pelos eslavos ocidentais que o considerava seu ancestral, e seu neto Dazhbog, foram esquecidos, dando lugar a deuses mais jovens. Os seguidores de Logos se uniram em ordens sagradas – a Cruz de Ouro na terra dos francos e, em seguida, na Saxônia, Baviera e Turíngia. E no Noroeste – na Dinamarca, as terras dos noruegueses e sueco