реклама
Бургер менюБургер меню

Данте Алигьери – La Divina commedia / Божественная комедия. Книга для чтения на итальянском языке (страница 9)

18
88 quelli è Omero poeta sovrano; l’altro è Orazio satiro che vene; Ovidio è ’l terzo, e l’ultimo Lucano. 91 Però che ciascun meco si convene nel nome che sonò la voce sola, fannomi onore, e di ciò fanno bene». 94 Così vid’ i’ adunar la bella scola[6] di quel segnor de l’altissimo canto che sovra li altri com’ aquila vola. 97 Da ch’ebber ragionato insieme alquanto, volsersi a me con salutevol cenno, e ’l mio maestro sorrise di tanto; 100 e più d’onore ancora assai mi fenno, ch’e’ sì mi fecer de la loro schiera, sì ch’io fui sesto tra cotanto senno. 103 Così andammo infino a la lumera, parlando cose che ’l tacere è bello, sì com’ era ’l parlar colà dov’ era. 106 Venimmo al piè d’un nobile castello, sette volte cerchiato d’alte mura, difeso intorno d’un bel fiumicello. 109 Questo passammo come terra dura; per sette porte intrai con questi savi: giugnemmo in prato di fresca verdura. 112 Genti v’eran con occhi tardi e gravi, di grande autorità ne’ lor sembianti: parlavan rado, con voci soavi. 115 Traemmoci così da l’un de’ canti, in loco aperto, luminoso e alto, sì che veder si potien tutti quanti. 118 Colà diritto, sovra ’l verde smalto, mi fuor mostrati li spiriti magni, che del vedere in me stesso m’essalto. 121 I’ vidi Eletra con molti compagni, tra ’ quai conobbi Ettòr ed Enea, Cesare armato con li occhi grifagni. 124 Vidi Cammilla e la Pantasilea; da l’altra parte vidi ’l re Latino che con Lavina sua figlia sedea. 127 Vidi quel Bruto che cacciò Tarquino, Lucrezia, Iulia, Marzia e Corniglia; e solo, in parte, vidi ’l Saladino. 130 Poi ch’innalzai un poco più le ciglia, vidi ’l maestro di color che sanno seder tra filosofica famiglia. 133 Tutti lo miran, tutti onor li fanno: quivi vid’ io Socrate e Platone, che ’nnanzi a li altri più presso li stanno; 136 Democrito che ’l mondo a caso pone, Diogenès, Anassagora e Tale, Empedoclès, Eraclito e Zenone; 139 e vidi il buono accoglitor del quale, Diascoride dico; e vidi Orfeo, Tulio e Lino e Seneca morale; 142 Euclide geomètra e Tolomeo, Ipocràte, Avicenna e Galieno, Averoìs, che ’l gran comento feo. 145 Io non posso ritrar di tutti a pieno, però che sì mi caccia il lungo tema, che molte volte al fatto il dir vien meno. 148 La sesta compagnia in due si scema: per altra via mi mena il savio duca, fuor de la queta, ne l’aura che trema. 151 E vegno in parte ove non è che luca.

Canto V