Блейк Пирс – La Clessidra del Killer (страница 6)
“D’accordo” la donna rispose tranquillamente.
Bill monitorò attentamente movimenti e posizioni dei due nemici. Si rese conto che sarebbe stato difficile, molto più difficile di quanto si aspettasse.
Nello stesso istante in cui uno dei nemici si allontanava, l’altro si metteva pericolosamente vicino all’ostaggio.
Riusciremo mai a colpirli senza fare danni? si chiese lui.
Poi, solo per un breve istante, i due nemici si allontanarono entrambi dall’ostaggio di circa trenta centimetri in direzioni opposte.
“Via!” Bill gridò.
Ma prima che potesse premere il grilletto, nella mente emersero delle immagini …
Si stava dirigendo di corsa verso un edificio abbandonato, quando sentì riecheggiare uno sparo.
Impugnò la sua arma e corse all’interno, dove vide Lucy giacere prona sul pavimento.
Poi, vide un ragazzo muoversi verso di lei.
Istintivamente, Bill gli sparò e lo colpì.
L’uomo si girò prima di cadere, e, solo allora, Bill vide che aveva le mani vuote.
Era disarmato.
L’uomo stava soltanto provando ad aiutare Lucy.
Ferita a morte, Lucy si sollevò su un gomito, sparando sei colpi al suo vero aggressore …
… l’uomo a cui Bill avrebbe dovuto sparare.
Un colpo risuonò dal fucile di Riley, destando Bill dal proprio flashback.
Le immagini erano apparse e scomparse in una mera frazione di secondo.
Uno dei nemici s’inclinò, morto per il colpo inferto da Riley.
Ma Bill restò immobile. Non riusciva a premere il grilletto.
Il nemico sopravvissuto si voltò minacciosamente verso la donna, e uno sparo registrato si sentì da un altoparlante.
La donna si abbassò e cessò di muoversi.
Bill sparò infine con la sua arma, e colpì il nemico sopravvissuto, ma era troppo tardi per l’ostaggio, che era già morto.
Per un momento, la situazione sembrò orribilmente reale.
“Gesù” esclamò lui. “Oh, Gesù, che cos’è successo?”
Bill avanzò, quasi a volersi precipitare in aiuto della donna.
Riley si fermò di fronte a lui per fermarlo.
“Bill, va tutto BENE! È solo un gioco! Non è reale!”
Bill si bloccò, tremando dalla testa ai piedi, e provando a calmarsi.
“Riley, mi dispiace, è solo che… ho rivissuto tutto per un secondo e …”
“Lo so” Riley disse per confortarlo. “Lo capisco.”
Bill crollò e scosse la testa.
“Forse non sono pronto per questo” disse. “Forse faremmo meglio a fermarci qui oggi.”
Riley gli diede una pacca sulla spalla.
“No” lei disse. “Credo che faresti meglio a ripeterlo.”
Bill fece alcuni respiri lunghi e lenti. Sapeva che la partner aveva ragione.
Entrambi ripresero le proprie posizioni, e ancora una volta Bill disse nel microfono …
“Simulazione ostaggio. Via.”
Si avviò nuovamente la medesima simulazione, con due nemici nascosti pericolosamente vicino all’ostaggio.
Bill respirava lentamente, inspirava ed espirava, mentre osservava la scena dinnanzi a sÈ.
È solo un gioco, si disse. È solo un gioco.
Finalmente, il momento che lui stava attendendo arrivò. Entrambi i nemici si allontanarono leggermente dall’ostaggio. Rischiava ancora di colpirlo, ma Bill e Riley dovevano agire.
“Via!” lui gridò.
Stavolta, sparò all’istante, e sentì il suono dello sparo di Riley in una frazione di secondo dopo.
Entrambi i nemici si piegarono e cessarono di muoversi.
Bill abbassò il fucile.
Riley gli dette una pacca sulla schiena.
“Ce l’hai fatta, Bill” disse, sorridendo. “Mi sto divertendo. Che altro possiamo fare con questi robot?”
Bill disse: “C’è un programma che ci permette di avanzare verso di loro, mentre spariamo.”
“Allora proviamoci.”
Bill parlò nel microfono.
“Corpo a corpo.”
Tutti gli otto nemici cominciarono a muoversi, e Bill e Riley avanzarono verso di loro passo dopo passo, sparando a piccole scariche. Un paio di robot caddero, e gli altri si sparpagliarono, rendendo più difficile colpirli.
Mentre Bill sparava in lontananza, si rese conto che qualcosa mancava in quella simulazione.
Non sparano anche loro, pensò.
Poi, improvvisamente, il sollievo per aver salvato l’ostaggio stranamente scomparve. Dopotutto, lui e Riley avevano soltanto salvato la vita di un robot.
Non cambiava la realtà di quanto era accaduto il mese precedente.
Certamente non aveva riportato Lucy in vita.
Il senso di colpa lo perseguitava ancora. Se ne sarebbe mai liberato?
E sarebbe mai riuscito a tornare a lavoro?
CAPITOLO TRE
Dopo la sessione di simulazioni, Riley rimase preoccupata per Bill. Certamente si era ripreso in fretta, dopo essersi bloccato unicamente una volta. Ed in realtà era sembrato divertirsi, quando avevano cominciato a sparare con la simulazione del corpo al corpo.
Le era persino parso allegro, quando aveva lasciato Quantico per tornare al suo appartamento. Eppure, non era lo stesso vecchio Bill che era stato il suo partner per molti anni, e da tanto tempo il suo migliore amico.