Блейк Пирс – Il Killer di Halloween (страница 13)
Si rivolse a Riley ed Ann Marie: “Oh, voi siete le persone dell’FBI del cui arrivo mi ha avvisato Walker. Sono così sollevata di vedervi. Oggi è stato terribile.”
Si rivolse allo Sceriffo Wightman con un’espressione arrabbiata.
“Emory, non riesco a credere di quanto siano stati tremendi quei poliziotti che sono venuti a darmi la notizia stamattina. Hanno provato a convincermi che avete trovato il corpo di Allison. Questo è ridicolo, e lo sai.”
Wightman sembrò scosso.
Esordì: “Lauren, mi dispiace, ma …”
Lauren interruppe: “Adesso non provare a convincermene anche tu. Lo so, il corpo che hai trovato indossava un costume da scheletro. Ma questo non vuol dire proprio nulla. Allison ha comprato quel vestito in un negozio di costumi, ogni genere di persone ci va. Chiunque potrebbe aver comprato un costume come quello.”
Il suo cipiglio si fece più severo, mentre aggiunse: “E la polizia che è venuta stamattina mi ha detto che il colpo è rimasto seppellito a lungo. Non era stato ancora identificato. Come può essere? Deve essere in un terribile stato di decomposizione. Emory, tu hai visto il corpo. Puoi onestamente dire che assomigliasse ad Allison?”
Senza dare allo sceriffo una possibilità di rispondere, parlò di nuovo, rivolgendosi a Riley ed Ann Marie.
“Voi due siete dell’FBI. Ho provato a chiedere ad Emory di ricorrere ai federali per tutto questo tempo. Capite quello di cui parlo. Voi siete esperti di questo genere di cose. Sapete fare di meglio che saltare a conclusioni errate.”
Annuì bruscamente a Riley e alla nuova partner.
“Ora voglio che voi due vi mettiate subito a lavoro e facciate quello che Emory e i suoi … suoi
Ci fu uno strano silenzio. Lo Sceriffo Wightman trascinò i piedi e guardò in terra.
Ricordò che Wightman le aveva detto alla stazione che Lauren Hills si trovava in un “profondo stato di negazione.”
Ma quello che aveva davanti era molto peggio di quanto si era aspettata. La povera donna aveva trascorso un anno intero a sperare e a disperarsi, provando a rassegnarsi al peggio eppure restando in attesa di buone notizie, tutto allo stesso tempo. Confusione e trauma le erano chiaramente costate un terribile prezzo. A Riley pareva ben poco lucida.
Con voce tranquilla, il fratello disse: “Forse voi tre volete sedervi.”
Riley voleva rispondere di no, che lei ed i colleghi dovevano andarsene e proseguire con il loro lavoro. Non riusciva ad immaginare che Lauren potesse fornire risposte lucide e coerenti. Se anche avessero provato a chiedere qualcosa, il tentativo si sarebbe sicuramente risolto al contempo in un’intrusione ed una perdita di tempo. Ma non potevano neppure andare via, senza dire nulla.
Riley e lo sceriffo sedettero su un paio di sedie con lo schienale dritto di fronte al divano. Riley si stupì che Ann Marie si fosse seduta sul divano accanto a Lauren.
Ma lo fu ancora di più, quando la partner prese la mano della donna.
Questo era del tutto inappropriato. La ragazza non sapeva che non era il caso di entrare in contatto intimo con la persona durante lo svolgimento di un interrogatorio? Riley temeva un’imminente catastrofe emotiva.
Poi, Ann Marie si espresse con una voce dolce e gentile.
“Signora Hillis, siamo terribilmente dispiaciute per quanto sia stato difficile per lei.”
Il tono di Ann Marie sembrò sorbire un immediato effetto calmante sulla donna.
“Non ne ha idea” Lauren Willis disse.
“No, naturalmente, no” Ann Marie rispose, tenendo ancora la mano di Lauren. “Nessuno è assolutamente in grado di comprendere quello che sta passando.”
Poi, lei e la donna restarono sedute a guardarsi per un istante. Riley capì subito ciò che la partner recluta stava facendo.
Indubbiamente aveva osservato suo padre mentre confortava i parenti dei defunti innumerevoli volte. Ma questa intuizione non faceva sentire meglio Riley per quanto stava accadendo.
Avrebbe voluto strattonare via Ann Marie e trascinarla fuori dalla casa, per poi darle una brusca lezione sul comportamento professionale. Ma non poteva farlo, non ora, non senza aggravare le cose. Doveva solo sperare che la situazione non peggiorasse quanto lei temeva.
Sempre con quella voce dolce e confortante, Ann Marie riprese: “Signora Hillis, ho bisogno che faccia una cosa per me. Va bene?”
Lauren annuì.
Ann Marie lasciò andare la mano della donna e tirò fuori il proprio cellulare, e iniziò a schiacciare sullo schermo con il dito.
Poi, Ann Marie disse: “Ho scattato questa foto sulla scena del crimine stamattina. Sua figlia aveva un neo sulla guancia destra? Uno simile a questo?”
Ann Marie le mostrò la foto sul cellulare. Lauren sgranò gli occhi, e divenne un po’ più pallida. Poi, emise un lungo e strano sospiro di sorpresa che in qualche modo sembrò angosciato e sollevato.
Guardò dritto negli occhi Ann Marie.
“È lei” sussurrò. “È davvero lei.”
Ann Marie annuì e disse: “Temiamo sia così. Mi dispiace.”
Con sorpresa di Riley, la donna non scoppiò in lacrime. Invece, guardò lo sceriffo, e poi Riley, e infine di nuovo Ann Marie. Parlò con una voce che esprimeva una profonda rabbia.
“Dovete trovare chi le ha fatto questo.”
Ann Marie annuì. “Io e la mia partner siamo qui per questo. Apprezzeremmo davvero il suo aiuto.”
“Naturalmente” Lauren disse.
Riley provò un pizzico di inatteso ottimismo. Lauren era improvvisamente molto più lucida di quanto fosse stata prima.
Ma, nel frattempo, forse Lauren poteva rispondere ad alcune sue domande.
Riley chiese: “Potrebbe dirci dell’ultima volta che ha visto sua figlia?”
Lauren annuì.
“Erano circa le otto e trenta della sera di Halloween. Aveva appena indossato il suo costume da scheletro ed era venuta in soggiorno, proprio qui, a mostrarsi a me e suo padre. Ne siamo rimasti molto divertiti. Disse che stava uscendo per andare alla festa.”
“La festa?” Riley domandò.
“A casa di Patsy Haley, nella sala giochi della sua famiglia” Lauren rispose. “Patsy era un’amica di Allison, e conosciamo da anni la sua famiglia. Facevano una festa di Halloween ogni anno, ed Allison ci si divertiva sempre. Io e Brady eravamo sicuri che sarebbe andato tutto bene.”
“Com’è andata alla festa?” adesso Riley chiese.
“A piedi” Lauren rispose. “La casa è a pochi isolati da qui, e le nostre strade normalmente sono sicure.”
Lauren fissò nel vuoto per un istante, poi ripeté: “Eravamo sicuri che tutto sarebbe andato bene.”
La donna restò in silenzio, ma Riley sapeva di non doverla pressare con le domande.
Difatti, Lauren riprese poco dopo: “Poi alle nove e trenta, Patsy ci ha telefonato. Ha chiesto di parlare con Allison. Voleva sapere perché non fosse ancora alla festa. Lei ha riso e ha detto: “Ho chiamato per dirle di portare qui le chiappe.” Io ho detto a Patsy che … Allison non c’era e …”
La voce di Lauren scemò, poi proseguì: “Ed è stato allora che io e Brady abbiamo iniziato a preoccuparci.”
Il suo volto s’incupì mentre guardava lo Sceriffo Wightman.
Lei disse: “È stato allora che